Alla ricerca dell'Eccellenza: un nuovo Pensiero per una nuova Managerialità

C’è una frase di una canzone di Povia che mi ricorda molto la situazione del mercato e che dice indicativamente: “Finchè i cretini fanno Boh! …tutto resta uguale, ma quando i bambini fanno Oh! …che meraviglia…”

La nostra cultura imprenditoriale ha bisogno di re-imparare a sognare per guardare il mercato con occhi ma anche con una mente più disponibile a meravigliarsi ed a seguire una passionalità che dilaghi oltre le regole: le regole creano infatti schemi rigidi ai quali ci si abitua velocemente e quando si vorrebbe cambiarle, con difficoltà si riesce a trovare una via d’uscita da quelle reti e quindi si giustifica la permanenza all’ interno del perimetro da loro tracciato sottolineandone la necessità come controllo della vita aziendale.Oggi trabocchiamo di regole tanto da non sapere più come utilizzarle ed alla fine si perde la visione principale dell’azienda: sognare.

La ricompensa economica è una conseguenza del sogno e dell’aver migliorato il mondo: da questo punto di vista l’imprenditore ha l’opportunità e la responsabilità di dare il proprio contributo positivo e costruttivo alla società di cui fa parte. C’è un elemento che sta alla base delle capacità imprenditoriali e questa essenza è così potente da essere contagiosa, così persuasiva che può trasformare il dubbio in certezza: la passione. La passione è fatta di entusiasmo, di gioia, e queste caratteristiche le permettono di trasformarsi in un’idea pratica. Un‘altra abilità consiste nello scorgere nel mercato cose che altri non vedono, riconoscere un’opportunità: non tutte le idee costituiscono un’opportunità, l’opportunità è un’idea che produce innovazione e che genera valore nella mente del cliente. Soddisfa una necessità oppure genera una richiesta latente del cliente. Gli imprenditori capiscono il mercato a cui si rivolgono, conoscono i desideri, le preoccupazioni, li affrontano e danno soluzioni adeguate. La passione crea un campo di attrazione, una forza invisibile che influenza i comportamenti e che ispira il cambiamento. La passione si trasforma in un’azione perché coinvolge gli altri sia dal punto di vista pratico che emotivo facendo sì che il sogno personale diventi parte dei sogni di tutti.
Esiste una caratteristica comune a tutti gli imprenditori: la fiducia nel futuro, il credere nella possibilità delle cose. Questo spirito imprenditoriale fornisce un’arma segreta contro la rabbia e la sfiducia.

La fiducia nel futuro che contribuirà allo sviluppo di una Nuova Cultura Aziendale che avrà alla base una conoscenza più profonda di sé e quindi degli altri: gli ‘altri’ intesi come gruppo aziendale, come pubblico d’interesse e come clienti.
Che cosa distingue un imprenditore evoluto? La passione, una visione nel futuro e la fede nella propria idea che ha saputo concretizzare producendo innovazione.
La razionalità, che ha concretizzato l’innovazione, è la fase conclusiva di un’emozione, quindi chi si posiziona arroccato nella razionalità non fa altro che sottolineare quanto sia forte l’emotività, che lo induce a mantenere quella posizione nascondendosi dietro una falsa visione della realtà.
Per esempio, che cosa è il problema? In realtà esso rappresenta un’opportunità. Cerchiamo di capire meglio. Un problema è un errore di valutazione di un evento o di una situazione. L’errore dipende dal tipo di emozione con cui il soggetto si rapporta al fatto. Se sono in grado di riconoscere l’emozione con cui mi rapporto alla situazione, allora sarò in grado di modificarla (l’emozione), cambiando la valutazione e la dimensione dell’errore/problema. Detto così sembra semplice ma non lo è affatto: avete mai provato a controllare un’emozione? Ecco allora il motivo per cui la formazione dell’imprenditore/manager dovrebbe essere completa, intendendo in tal senso la formazione tecnico-economico-finanziaria collegata alla formazione psicologica, alla conoscenza della persona (di se stessi in primo luogo). Se è un dato di fatto che il prodotto sarà acquistato/approvato da una persona, è perciò fondamentale conoscere bene tale persona.
Il vero cambiamento nella nostra managerialità, consiste nell'innovazione non solo tecnologica (già abbondantemente approfondita) ma soprattutto di pensiero con l'obiettivo di canalizzare le nostre risorse latenti verso la progettazione di nuove opportunità. La ricerca di qualità, la ricerca dell'eccellenza, è oggi tendenzialmente indirizzata al processo, al prodotto materiale. Ma la vera qualità nasce non solo e soltanto dal processo produttivo quanto dal processo mentale: occorre allora sfruttare tutte le potenzialità umane, ristrutturare la mente per progettare l’azione. Occorre cioè una mente libera da tutti quei condizionamenti derivanti da modelli comportamentali fortemente radicati. L’abbattimento della barriere dello scetticismo creata dalle abitudini e da una falsa aggressività ha l’ obiettivo di sviluppare nuove competenze in grado di affrontare il cambiamento, la falsa crisi ed una rinnovata progettualità.

L'innovazione per una migliore qualità della vita ambientale e personale deriva da una nuova filosofia manageriale capace di pensare ad una qualità a misura di cliente, una qualità che non risiede né in un manuale tecnico, né in una certificazione, né nella semplice selezione del materiale più pregiato o nell'adozione della tecnologia produttiva maggiormente evoluta: essa nasce da un modo diverso di essere e di fare azienda.

La domanda da porsi, nel percorso di offerta di qualità al cliente, è : conosco il cliente? Senza la conoscenza non può esservi competenza e senza competenza non è possibile offrire la qualità vera. Conoscere il cliente è necessario alla qualità. In quale modo posso soddisfare il cliente se non conosco cosa cerca, se non so di cosa ha bisogno? Occorre allora cominciare a parlare di qualità in relazione ai valori. Gestire la relazione con il cliente diventa fondamentale. Posso infatti approfondire la sua conoscenza ed arrivare a capire le sue necessità reali, che possono anche differire da quelle apparenti. Non sempre il cliente sa cosa cerca e ciò di cui ha davvero bisogno: conoscendolo, relazionandomi con lui, posso arrivare a scoprire insieme a lui esigenze che nemmeno lui credeva di avere. Il cliente ha spesso una sorta di maschera che usa per nascondere le proprie emozioni/sensazioni. La qualità reale è mettere la propria conoscenza e le proprie competenze a disposizione del cliente, aiutandolo nelle scelte, guidandolo verso la sua/nostra soddisfazione.

Molti ancora pensano che la realtà in cui viviamo sia molto diversa da tutto ciò, dimenticando il loro ruolo di soggetti principali dello scenario.

Dott.ssa Patrizia Esposito  

Foto Patrizia Esposito
Indirizzo