Il cambiamento e l’innovazione se non hanno alla base una solida componente etica rischiano di diventare un grosso flop alimentando l’insoddisfazione che deriva dall’insuccesso e da investimenti obbligati con un comportamento re-attivo.
Capire il valore del cambiamento significa accorgersi che sono le convinzioni ad impedire il cambiamento reale: le convinzioni e l’ignoranza sono trappole sottili che agiscono di nascosto e non sono evidenti ad una prima analisi in superficie ma lavorano al di là del palcoscenico del mercato e della vita creando le barriere all’innovazione. Sono quelle convinzioni che creano comportamenti abitudinari e scontati, oppure scorretti seguendo una visione limitante di fare azienda, mentre oggi essere azienda è prima di tutto responsabilità sociale nei confronti del mercato e dell’ambiente.
La visione prospettica è molto più complessa ma anche più eccitate ed interessante, la nuova motivazione si coglie in tutti gli aspetti aziendali perché la sua diffusione avviene attraverso valori quali il rispetto e l’affidabilità.
Ecco perché il cambiamento deve nascere da una nuova convinzione della persona e quindi ecco che il fulcro su cui è indispensabile impiegare tutte le energie è l’innovazione del pensiero manageriale. Cambiare modo di pensare vuol dire creare nuove opportunità e saper cogliere il successo dalle ceneri dell’abitudine. L’abitudine è una malattia nel cuore aziendale, fa disperdere le energie necessarie per vivere; e qui parliamo non di quelle economiche perché esse dipendono dalla capacità degli imprenditori di gestire la vita aziendale, ma la perdita di soddisfazione che muove le energie individuali.
Perché l’innovazione del pensiero?
Vediamo la marcatura CE, la legge 192 relativa al rendimento energetico nell’edilizia, ed altre diventano strumenti strategici oppure sono inciampi nel profitto, è l’atteggiamento dell’imprenditore nei loro confronti che sposta la direzione di scelta: opportunità o obbligo. Se è impostato il nuovo modo di pensare gli strumenti sono aste per lanciare l’azienda al successo, se c’è l’abitudine a rea-gire ossia a subire sono solo aumenti nei prezzi di listino.
Il cliente ha bisogno di risposte alla sua ignoranza nei termini specifici di protezione e di vivibilità e sottovalutare l’importanza di argomentare le norme per la sua casa conduce l’impresa nelle trappole dell’insuccesso e dell’insoddisfazione. Ecco che si instaura un atteggiamento negativo nei confronti del mercato, delle leggi, del cliente che altera la visione oggettiva e strategica dell’imprenditore e la sua capacità di scegliere la giusta strada.
L’etica è una scienza che mette in equilibrio il comportamento individuale e quello sociale, al fine di stabilire un’operatività nel benessere e nel profitto; elimina le conflittualità di comunicazione ed è un investimento a,lungo termine perché si occupa della gestione delle risorse umane. Le quali se motivate producono un’energia inesauribile.
Essa si compone di principi regolatori universali che possono partecipare alla strategia aziendale per creare la leadership e la nuova visione del business.
Coerenza ed armonia tra il comportamento personale e le condizioni aziendali che si uniscono per raggiungere un unico obiettivo: avviare i processi di trasformazione che rimuovono le barriere ed i pregiudizi concettuali.
C’è uno sforzo iniziale di entrambi i protagonisti che porta, però, ad un beneficio duraturo su tutti i piani.
Etica ed i principi regolatori
Comportamenti Individuali
• La trasparenza
• La ricerca della soddisfazione (energia attraente che rompe l’agonia generale)
• La coerenza ai propri doveri
• La formazione continua
Comportamenti Sociali
• Non violenza (verbale e fisica)
• Verità (le menzogne generano confusione e problemi)
• Astenersi dal furto (di cose e di idee)
Il comportamento etico
Che viene prodotto dalla nuova conoscenza permette di creare un vantaggio a breve, medio e lungo termine e ciò rende l’azienda compettiva nel tempo. L’etica va vista quindi non come banale adozione di comportamenti di indiscussa moralità, ma come motore dis viluppo e progresso conseguentemente di successo d’impresa garantito dal rispetto di valori quali: responsabilità, trasparenza, utilità,che costituiscono il comportamento aziendale eticamente corretto.
Dott.ssa Patrizia Esposito