Riflessione: Libertà dell'ignoranza

“Si è rotto un vetro. [...] A volte succede, durante una tempesta. - spiegò Eddie - I venti trasportano la grandine e perfino i sassi”. Sono parole tratte dal romanzo Notte sull’acqua di Ken Follett che ben sottolineano ciò che per l’uomo comune rappresenta una finestra: protezione dalle intemperie, sicurezza dai pericoli dell’ambiente, tranquillità. Nel 1939 in volo sull’oceano atlantico a bordo del lussuoso idrovolante di Follett così come in una abitazione di oggi, porte e finestre sono sempre state quell’elemento che ci ha permesso e ci permette di vivere nella serenità di un ambiente domestico, all’interno del quale ci sentiamo rilassati e allo stesso tempo ci garantisce riservatezza e comfort: freddo, intemperie e malviventi vengono trattenuti fuori dal serramento, fedele alleato nella lotta quotidiana con i disagi ambientali ed umani. Questa protezione è la garanzia della vita familiare e personale di ognuno , fatta di piccole cose e di grandi sogni, una garanzia di tranquillità che nasce all’interno della casa e che accompagna poi all’esterno, affiancando le azioni delle persone nell’arco di tutta la giornata. Il serramento è sinonimo di serenità, di comfort fisico ed intellettuale. Dalla villa al rustico di campagna, dal monolocale al mare, all’ufficio in città, il serramento rappresenta sempre e comunque l’elemento di raccordo tra un interno composto di cose e pensieri individuali ed un esterno composto da altro, la ‘finestra’ è il link tra il vivere quotidiano e l’ambiente circostante, sia esso urbano o rurale: la scelta del serramento diventa allora una vera e propria sfida nel tentativo di coniugare tecnologia, impatto ambientale ed estetica con l’aspetto umano più importante, la comunicazione con l’esterno che non è solo alla base della relazione con gli altri, ma anche parte essenziale della relazione con lo spazio. Un buon serramento, infatti, comunica: comunica con chi lo utilizza - il cliente interno - e comunica con l’ambiente fuori dall’abitazione - il cliente esterno. Il rapporto che si configura è dunque doppio ed apparentemente contrastante: da un lato l’esigenza di protezione dell’ambiente domestico dagli agenti atmosferici esterni (come aria, acqua, vento), dal rumore e dai sempre più frequenti sbalzi termici dovuti al cambiamento del tempo; dall’altro lato il bisogno di apertura, di relazione, di comunicazione che si concretizza nel dialogo con altri elementi naturali positivi, quali la luce, il calore solare, la freschezza dell’aria e in alcuni casi - vedi mare e campagna - anche il riflesso della bellezza paesaggistica. Ecco che alla luce di questa nuova concezione del serramento alcuni elementi di scelta appaiono non più soltanto strettamente tecnici: ad esempio l’ampiezza della superficie vetrata viene spesso decisa dagli architetti sulla base di valutazioni progettuali per unire gli aspetti estetici di unità ambientale con il paesaggio, creando, a seconda del loro posizionamento, effetti di luce rigeneranti. Un rapporto positivo con l’ambiente nasce dalla misura, dal giusto equilibrio: il rispetto reciproco, quindi, che non può prescindere dalla protezione dei due spazi, lo spazio interno della casa da una parte e lo spazio esterno della natura dall’altro. Ogni fase di creazione del serramento diventa fondamentale: dalla progettazione alla realizzazione alla messa in opera. Ponendo sempre in primo piano le scelte di qualità, con i materiali più adatti allo stile dell’abitazione ed alla sua location, il rispetto diventa evidente. Ma la cultura del serramento non risiede soltanto nella selezione dell’essenza più adatta (sia essa Rovere, Meranti, Douglas oppure Hemlock) quanto piuttosto nella qualità a 360 gradi, nell’integrazione totale che costituisce una vera e propria filosofia costruttiva, alla quale chi realizza serramenti dovrebbe seriamente pensare. Una filosofia che ponga al centro delle proprie priorità il serramento come elemento di raccordo persona-natura nell’ambito della struttura abitativa: un prodotto dell’uomo a misura di individuo, ma anche a misura d’ambiente. Il concetto è quello del rispetto dello spazio nel quale viviamo, quindi, per estensione, rispetto di noi stessi. Un serramento non è infatti soltanto un prodotto che rende più confortevole l’ambiente domestico: è eco-compatibile, intendendo con questa parola non soltanto serramenti ‘realizzati’ con materiali che si accordano con l’ambiente ma anche capaci di creare condizioni favorevoli all’ambiente stesso. La nuova valutazione del serramento dovrà essere fatta in questa ottica: non è solo oggetto d’arredo, non è solo una protezione dall’esterno, non è solo una bella idea, è l’innovazione per una migliore qualità della vita ambientale e personale.

Il serramento realizzato a regola d’arte può evitare dispersioni di calore, contribuendo alla creazione di un migliore bilancio energetico della casa con ripercussioni positive anche all’esterno grazie al minor inquinamento generato dal minor consumo di combustibile necessario per il riscaldamento interno. Da questo punto di vista la scelta del serramento diventa come ben vediamo importante e con esso anche la sua dislocazione lungo il perimetro dell’abitazione: il serramento è infatti catalizzatore di luce e di calore verso l’interno ed un corretto posizionamento (concentrato sui lati sud e est-ovest dell’edificio) aiuta a diminuire il fabbisogno energetico della casa e quindi a tutelare l’ambiente. Ciò che è necessario sviluppare è la conoscenza del valore complessivo del prodotto (che è ben oltre quello estetico e quello tecnico) che può soddisfare una fascia più allargata del mercato perchè contestualizzato alle diverse esigenze. Con questa visione del serramento, il cliente sarà guidato a cambiare opinione nei suoi confronti e a riconoscergli quella spinta innovativa insita nella sua natura verso il miglioramento della sua vita, che non è data da un ampliamento di gamma……ma è un benefit reale e tangibile. Come si può ottenere questo? Acquisendo flessibilità, determinazione, consapevolezza, creatività e ascolto.

Questo mio suggerimento può sembrare “troppo semplice” per affrontare la complessità del mercato, ma soffermatevi con attenzione sul significato di ogni singola parola e poi applicate quei comportamenti nella quotidianità, ogni giorno, e vedrete come quelle parole formeranno un metodo efficace che vi permetterà di rompere le catene dell’esitazione, della paura (di rischiare), della tristezza, per conquistare la libertà di una diversa prospettiva degli affari e della vita. La strada da percorrere è quella di un ribaltamento degli attuali rapporti di investimento. Recenti ricerche hanno messo in evidenza come spesso le aziende del serramento puntino la maggior parte dei propri investimenti nella ricerca tecnologica, trascurando altri elementi immateriali ma fortemente produttivi e pratici quali la formazione costante e continua nel tempo: lo sviluppo materiale di prodotto è sicuramente importante, contribuendo con la propria evoluzione alla soddisfazione dei nuovi bisogni emergenti nel mercato, ma un equilibrio degli investimenti con una maggiore attenzione all’educazione sia del cliente che delle proprie risorse umane ed alla diffusione della conoscenza, può rappresentare oggi la discriminante principale tra un’azienda ancorata al passato e destinata al lento declino ed un’azienda dinamica capace di seguire le trasformazioni della società e delle sue complesse necessità.

Purtroppo (e qui ci vuole) c’è ancora chi fatica ad uscire dalla sua zona di comfort, quel ambiente creato dalle proprie abitudini, mantenendo una routine quotidiana che assorbe tutto il tempo disponibile, così esita davanti al cambiamento e non si accorge che ciò che fu una sua esperienza esaltante, oggi si è trasformata nella sua prigione. Perché? Perché quella esperienza è invecchiata e non trova la strada per evolversi.

Vedo prodotti straordinari finire in mano a persone ordinarie che con superficialità ne annullano il valore e non sanno cogliere le opportunità di vendita, di crescita e di soddisfazione. Sono spesso le convinzioni delle persone a permettere loro di cambiare oppure di restare come sono: le convinzioni radicate creano le abitudini, per essere liberi occorre svilupparne di nuove, più utili per attingere a nuove risorse e quindi per innovare.

Dott.ssa Patrizia Esposito  

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