"Vien dietro a me e lascia dir le genti"

“ Vien dietro a me e lascia dir le genti”
il rimprovero di Virgilio a Dante
La Divina Commedia Il Purgatorio Canto Quinto

Il futuro delle aziende dipenderà dalla gestione della conoscenza, ma quale conoscenza? Quella che molti definiscono tecnica o quella conoscenza più ampia che include la persona e tutto ciò che gli ruota intorno.? Molti definiscono la nostra società complessa, perché non controllabile o per meglio dire non riconducibile a schemi studiati in precedenza ai quali ancora si fa riferimento per gestire il nuovo. Qui ci è d’aiuto la conoscenza.

Acquisire conoscenza sarà l’obiettivo primario delle imprese, tale acquisizione porterà ad una migliore capacità di individuare la giusta azione per gestire la complessità, infatti la difficoltà sta nello scegliere quale direzione prendere e le strade sono solo due: una giusta e una sbagliata. Quale è il criterio per individuare quella giusta? Aumentare la conoscenza. Più elevato è il livello di conoscenza e più si riduce il margine di errore nella scelta dell’azione. Questo implica l’aggiunta di un altro elemento che è il coraggio di credere in quell’azione e di condividerla con il gruppo.
La conoscenza può essere acquisita da coloro che sapranno misurare la forza di volontà per ottenerla e che sapranno porre domande. Nei momenti di maggiore complessità, le domande sorgono molto più spesso e con più abbondanza, dobbiamo però stare attenti sull’obiettivo della domanda, infatti si pone un quesito per due motivi: per ascoltare veramente le risposte, oppure perchè è un altro modo di unirsi al mal-essere generalizzato. Le domande sono uno strumento di crescita nel momento in cui vengono ad essere per aumentare la possibilità di trovare soluzioni o per alimentare le idee; cioè quando contribuiscono alla riflessione sui comportamenti aziendali e su quelli degli altri, per conoscere più a fondo il cliente, il mercato, il fornitore, il collega...sono le chiavi che aprono alla conoscenza. Ma se si pongono domande solo per ottenere conferme al proprio pensiero, vuol dire che spesso non si intende ascoltare altre idee diverse da quelle personali e in molti casi questo è l’inizio della costruzione di barriere alla comunicazione, precludendosi ad ogni altra conoscenza.

Il verso “Vien dietro a me e lascia dir le genti” tratto dalla Divina Commedia, sembra scritto oggi per i nostri tempi: Virgilio si rivolge a Dante con questa frase per stimolarlo alla riflessione su come spesso la volontà sia distratta o disturbata dal seguire la meta originaria. Di come l’uomo sia un continuo susseguirsi di pensieri e molte volte questi lo deviano dal pensiero iniziale impedendogli l’attuazione del primo proposito. Nella breve frase troviamo una dimostrazione di come gli eventi non cambiano nel tempo e come anche dalla Divina Commedia possiamo prender spunto per trovare una guida: la persona perde di vista il suo obiettivo o la sua meta perché si lascia distrarre durante il percorso e perché la sua volontà tende a cedere davanti agli ostacoli.
Questa riflessione si basa su un concetto: quando l’imprenditore si trova a prendere una decisione e lo deve fare da solo, può far leva su tutta la sua esperienza che alcune volte non è sufficiente, perché inadeguata al momento e all’evento, allora lo strumento strategico è la conoscenza che promuove la scelta migliore. Invece, la debolezza ed il timore derivati dalla non conoscenza lo allontanano dal suo obiettivo, in questo caso la passione, energia vitale della volontà, si disperde verso altri canali e non c’è più la concentrazione sul canale primario. A questo punto è evidente che la conoscenza non può essere solo unidirezionale (tecnica) ma multidirezionale e si può attingere anche da un’opera non tecnica come la Divina Commedia (e da altre) per trovare esempi contestualizzabili. Con questo bagaglio si è in grado di cogliere le opportunità che si presentano durante la naturale evoluzione del mercato o della vita.

Di rimbalzo portiamo la riflessione al serramento, in particolare a quello ligneo: esso deve essere inserito in un contesto più ampio di quello in cui vive adesso, questa limitazione è dovuta soprattutto alle persone che lo presentano nel mercato e a chi lo produce. Il serramento deve integrarsi con tutti gli altri settori, osservare cosa succede oltre i suoi confini, solo così molte domande sui comportamenti dei clienti possono trovare reali risposte. La visione settoriale si deve allargare ad una visione macro, la quale gli permetterà di conquistare una posizione più coerente
con le nuove esigenze del mercato. Ogni giorno l’impresa deve essere pronta a ridefinire o a riorganizzare le proprie relazioni di affari per creare sviluppo e una maggiore attenzionalità al cliente. In un mondo dove tendenzialmente la tecnologia spinge verso un comune modo di pensare e di agire, uniformando anche i gusti e le emozioni, abbiamo bisogno di una grande passione e poi di un progetto per esprimere quegli elementi che possono rompere l’indifferenza. Infatti la differenza fra chi crea un’azione e chi re-agisce ad un’azione esterna è determinata dalla passione, dalla concentrazione e dalla strategia chiara e condivisa.

Un altro aiuto importante che viene dalla conoscenza consiste nell’applicazione di questo principio: spostare l’attenzione dalle cose su cui non si può far nulla a quelle su cui si può intervenire. Le distrazioni nascono quando si perde di vista questo principio, allora si cade nell’incertezza cioè nell’incapacità di comprendere ciò che accade e il non sapere come fare. Il cambiamento si porta dentro la paura dell’ignoto, ma la determinazione, la credenza nel proprio obiettivo può sconfiggerla ed il cambiamento avviene naturalmente senza scossoni, si presenta una nuova flessibilità nel pensiero, che prima era legato a schemi rigidi e per questo obsoleti,
ma ora capaci di accedere ad una visione allargata degli eventi. Ciò vuol significare dare valore all’esperienza e crescere con essa, da qui la vera innovazione che si traduce nella progettazione di azioni innovative: nuovi argomenti di vendita, opportunità nelle certificazioni, nuove penetrazioni nel mercato……. Tutto questo è innovazione, è crescita, è sviluppo è una nuova opportunità per riconoscere il valore al serramento di legno, forse perduto per essersi adagiato troppo sul successo che fu.

Dott.ssa Patrizia Esposito  

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